Email marketing

La sequenza di benvenuto: le prime cinque email che il tuo iscritto deve ricevere

Guida · Luca Baghin

Quando qualcuno si iscrive a una lista succede quasi sempre la stessa cosa: riceve una email di conferma scritta dal software, poi silenzio per settimane, poi di colpo una promozione. È il modo più efficiente che esista per bruciare un contatto.

I primi giorni dopo l'iscrizione sono il momento di massima attenzione che quella persona ti darà mai. Ha appena fatto un gesto attivo: ti ha dato la sua email. La sequenza di benvenuto serve a spendere bene quel credito, e si costruisce prima di aprire qualsiasi campagna di acquisizione, non dopo.

La struttura in cinque email

Email 1, subito: mantieni la promessa

Se l'iscrizione prometteva qualcosa, una guida, un report, uno sconto, questa email lo consegna senza fare altro. Un oggetto chiaro, il link, una riga di firma. Ogni parola in più diluisce la cosa che l'utente stava aspettando.

Email 2, il giorno dopo: presentati da persona

Chi sei, per chi lavori, perché scrivi. Non il curriculum: il motivo per cui vale la pena aprire le tue email. È anche il posto giusto per una domanda semplice, ad esempio che problema sta cercando di risolvere. Le risposte che arrivano qui valgono più di qualsiasi sondaggio.

Email 3, dopo tre giorni: il tuo contenuto migliore

Il pezzo di cui vai più fiero, quello che dimostra come ragioni. Meglio un contenuto solo, forte, che una lista di dieci link: chi riceve dieci link non ne apre nessuno.

Email 4, dopo cinque giorni: la prova

Un caso concreto con numeri dentro. Non per vendere: per far capire che le cose che racconti producono risultati misurabili. Se non hai ancora casi tuoi, usa un esperimento fatto su te stesso, dichiarandolo.

Email 5, dopo sette giorni: il patto

Spiega cosa riceverà da qui in avanti e con che frequenza, e dai un modo esplicito per disiscriversi senza rancore. Sembra controintuitivo, ma chi resta dopo questa email è un lettore vero, e i tassi di apertura delle settimane successive ti ringrazieranno.

Su una lista che ho gestito per un gruppo industriale, il lavoro non è partito dall'acquisizione ma dalla pulizia e dal riordino di contatti esistenti: da 9.300 indirizzi accumulati negli anni a 6.200 contatti attivi. È su quella base ordinata che il canale email ha poi generato dieci volte quello che è costato. La sequenza serve esattamente a questo: costruire da subito una lista che resta viva.

Gli errori che vedo più spesso

Scrivi le cinque email prima di iscrivere la prima persona. È un pomeriggio di lavoro che lavora per te per anni.